Federlus Identità coesione sviluppo

IDENTITA’, COESIONE, SVILUPPO. PRONTI PER IL NOSTRO FUTURO

Anche nel 2015 il consueto appuntamento annuale Federlus con l’approfondimento ha fatto da cornice all’Assemblea dei Soci.
Lo scenario è stato quello del Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo: la grande opera architettonica, dalle forme innovative e spettacolari, progettata da Zaha Hadid nel quartiere Flaminio di Roma.
Non solo luogo di conservazione ed esposizione del patrimonio ma anche, e soprattutto, un laboratorio di sperimentazione e innovazione culturale, di studio, ricerca e produzione di contenuti estetici del nostro tempo.
Ispirati dal mood del luogo – ma con l’istinto pragmatico di chi ha la consapevolezza che oggi si fa il domani – abbiamo posto il tema dello “Sviluppo” intrecciando le sorti del nostro Credito Cooperativo con quelle del Paese.

Diverse le sessioni di approfondimento:
PRIMA SESSIONE: Un “futuro possibile” per l’Italia. Quale nuova autostrada per lo sviluppo del Paese?
Partendo dall’anteprima della puntata “L’Autostrada del Sole” della trasmissione Orizzonti TV “I conti con la storia dell’economia”, condotta da Paolo Mieli si proiettano metafore per il rilancio del Paese.

L’autostrada del Sole” con Paolo Mieli e Daniele Manca
Tavola rotonda con:

  • On. Prof. Marco Causi (Professore di Economia Politica presso l’Università degli Studi di Roma Tre e Componente della Commissione Finanze della Camera Deputati)
  • Giuseppe Ghisolfi (Vice Presidente ABI)

SECONDA SESSIONE: Un “futuro possibile” per il Credito Cooperativo, tra localismo e opportunità globali
Rileggendo gli ultimi 10 anni Federlus, dei percorsi seguiti e dei risultati raggiunti, si apre un focus sulla riforma del Credito Cooperativo italiano. Uomini di finanza ed economisti ci aiutano ad analizzare i nodi sul tavolo: governance, accesso al mercato dei capitali, efficiente allocazione delle risorse sul territorio.

“Identità, Coesione, Sviluppo – pronti per il nostro futuro” 10 anni di risultati Federlus

Tavola rotonda con:

  • Prof. Luigi Guiso (Economista)
  • Andrea Crovetto (Top manager bancario e CEO Epic sim)
  • Paolo Grignaschi (Direttore Generale Federlus)

Il futuro del Credito Cooperativo, non poteva essere diversamente, il tema al centro del confronto andato in scena al Maxxi di Roma. Il Presidente Liberati ha tracciato la strategia nel corso dell’Assemblea svoltasi a seguire dopo la conclusione della parte pubblica.
«In primo luogo sappiamo tutti che la forma organizzativa delle centrale o delle centrali cooperative SpA non può essere imposta per legge. Va quindi individuata una forma organizzativa della struttura aggregante che, da una parte, determini economie di scala per gestire problematiche che le piccole BCC non possono fare, dall’altra far sì che non si interrompa sul territorio quella preziosa funzione di raccordo creditizio e finanziario di prossimità.
Il problema, in questo senso, è quello di allontanare il meno possibile il polo aggregante in forma di SpA dal territorio, facendolo essere profittevole e non perdendo le prerogative delle singole BCC. L’integrazione in gruppi su base regionale o interregionale potrebbe essere una soluzione adeguata a mitigare la distanza tra centro strategico, BCC e territorio.
La Governance è un aspetto fondamentale per garantire la matrice cooperativa bilanciando, per questa via, le possibili fughe verso logiche di mercato spinte. Di qui l’opportunità di aprire con grande prudenza ai capitali esterni».

QUI DI SEGUITO UN ABSTRACT DEGLI INTERVENTI DEI RELATORI:

On. Massimo Causi (Componente Commissione Finanze della Camera dei Deputati)
Relativamente alla mia chiamata a vicesindaco di Roma, so al momento ciò che è stato pubblicato sui giornali. Se ci sarà un coinvolgimento ufficiale, sono pronto a dare la mia disponibilità. Il modello delle Popolari può essere da spunto significativo per il modello di riforma della BCC.

Beppe Ghisolfi (Vice Presidente ABI)
L’ABI guarda con interesse alla riforma delle Banche di Credito Cooperativo. Non esiste una ricetta ottimale. Il sistema ha bisogno di banche grandi e banche piccole. Quando il marte è in tempesta sono proprio le piccole a gestire con maggiore facilità le situazioni critiche.

Luigi Guiso (Economista)
La riforma delle BCC potrebbe avere come riferimento principale il modello francese di Crédit Agricole. Realizzando così un progetto similare a quello creato anche in Olanda. Il sistema mutualistico delle BCC è vincente per consentire un ingresso nei mercati dalla porta principale.

Andrea Crovetto (Top Manager e CEO Epic Sim)
Il sistema finanziario italiano è in evoluzione. Il ruolo dei mercati è destinato ad aumentare, occorrono quindi infrastrutture in grado di catalizzare e concentrare domanda e offerta. Il ruolo delle BCC, meglio se conservando le maglie dei localismi, può essere determinante in ciò.

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L’AUTOSTRADA DEL SOLE

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